Ostinato abbandono di Klaus Kinski

Tag

, , ,

Bianco sopra di me c’è il sole,
troppo rosso nel rosso -arriva da lontano
il culto a cui mi sono dato prima del tempo,
vive dentro lo specchio rifranto la bianca giovenca.

Piegato in due -nelle dure flessioni d’archetto,
così velocemente spezzata la marcia dell’albero nuovo-
la frenesia imperla la fronte, porta oltre lo spazio,
ah, s’io fossi certo di incarnare l’agitazione delle mani.

Ostinato abbandono -lento effondersi
di bambini aperti al sole- eterea dimensione
simile al sonno di piccoli fiori all’epilogo,
e lungo il sollievo della dolce tardiva brinata.

Impetuosa arriva la nuova forte ondata del dubbio,
alcuni vagano senza pace nelle case,
agitano mani sottili inneggianti all’assassinio,
e la musica del primo mattino avvolge quel luogo.

Là m’afferra il caldo amplesso della mano,
assediato come da voci di fanciulli in preghiera,
io ho tanto lottato per avere questa morte,
canta il morire chi innanzi a sé ne scorge la figura.

Annunci

Poesia senza titolo di Nina Berberova

Tag

, , ,

Le vecchiette fanno mangiare gli uccelli
e accarezzano i gattini,
e poi i gattini
tirano per le code quegli uccelli.

Non piangere perché il mondo
non è lavato e pettinato:
è migliore degli altri-
quelli hanno un clima terribile.

1975

SHOSTAKOVICH – MICHELANGELO: “Immortalità”

Tag

, ,

Qui vuol mie sorte c’ anzi tempo i’ dorma:
Nè son già morto: e ben c’ albergo cangi,
Resto in te vivo, c’ or mi vedi e piangi;
Se l’ un nell’ altro amante si trasforma.

Qui son morto creduto e per conforto
Del mondo vissi, e con mille alme in seno
Di veri amanti: adunche, a venir meno,
Per tormen’ una sola non son morto.

 

Citazione

Dante Alighieri, Preghiera di San Bernardo alla Vergine — Il sasso nello stagno di AnGre

Tag

, ,

Divina Commedia, Paradiso, canto XXXIII, vv. 1-39 Dante Alighieri – Preghiera di San Bernardo alla Vergine (clicca sul link blu per scaricare il pdf) «Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’etterno consiglio, tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti sì, che ‘l suo fattore non disdegnò di […]

via Dante Alighieri, Preghiera di San Bernardo alla Vergine — Il sasso nello stagno di AnGre

Mattino di Klaus Kinski

Tag

, ,

Bello è il nuovo primo sguardo, bello-
mio Dio, il tuo magnifico prodigio
ammanta d’immensità il nostro giorno,
conforta noi che spezziamo parole inadeguate-
io il mattino lo vedo accadere già prodigo,
lungo disteso nella sua bianca volontà
-nel suo chiarore vuotato d’ogni cosa mortale-
e dispensa calde soffici ondate-
gli azzurri glastri ne sono il preludio,
raccolti sotto a un seno maestoso.

“1” da 5 Poesie ottimiste di Vassilis Vassilikós

Tag

, , , , ,

Eppure troveremo la strada che cercavamo.
Tra le anfibolie e gli anfiteatri,
tra gli anfibi e le anfipoli
troveremo la strada che nascostamente cercavamo,
come chi è rimasto abbacinato dalle nevi
e gli basta davanti alla soglia
compiere un brusco sussulto
perché dalle sue spalle
e dalle sue ciglia si scrollino
i fiocchi di neve che gli impedivano di vedere.

Giustificazione di una poetica che non fu mai tale di Carlo Betocchi

Tag

, , , , ,

Furtivo era il mio scritto, e rapido, lo so,
forse saltando il necessario per l’impossibile,
ma che altro potevo farci, se l’anima
sapeva che di là dal dolore era la gioia,
e volevo affrettarla, renderla visibile,
scontando qui la pena che dovevo,
come del resto ho fatto; ed ho diviso
il fatto con chi meco pativa, cercando
di aiutarlo. Ma poi che nel mio interno
volavano tranquille le colombe
d’un’altra pace, che farci, io, se di quelle
costruivo il discorso, ed era il solo che sapevo
inesauribile, finché venga la morte
a debellare ogni apparenza, o sogno,
e non resti del mondo altro che spazio,
e in quello spazio l’infinito amore?

Dai versi sul presente di Nina Berberova

Tag

, , , ,

Di nuovo, per la terza volta nel secolo, mezzo mondo
non dorme: aspetta. Ascolta. Tace.
Trema.
-Ci dissolveremo con un sospiro?
-Ci disintegreremo con fragore?
(Insieme con i Mozart, i tramonti,
le albe e le libertà).
Uomini, voi non avete presagito il futuro,
non avete riconosciuto i vostri profeti
degli anni Venti, Trenta, Quaranta,
e nessuno è pronto!
Vi siete addormentati e nessuno vi sveglierà,
nessuno risorgerà alla voce della tromba,
nessuno compirà il suo tempo.
La cenere si stenderà nel vento,
la cenere nasconderà i volti degli uomini,
sarà dentro di voi, davanti e dietro di voi,
sarà dentro di voi e su di voi.

E dove sono i vostri poeti?
Aspettano. Ascoltano.
Tremano.
Non invocano gli unni?
Non festeggiano i barbari?
Dicono: nel più lungo fra tutti i secoli
ci mancano le interiezioni.

1973

Metà dell’inverno di Georg Heym

Tag

, , ,

Iroso l’anno muore. Giorni brevi
Sparsi come capanne nell’inverno,
E notti senza luce, senza ore,
E di grigi mattini il volto incerto.

Tempo d’estate. Autunno, tutto passa
E morte bruna ha ghermito ogni frutto.
Ed altri freddi arbusti cela il buio
Che dalle navi nessuno ha veduto,

Senza strada è ogni vita. Ed intricato
Ogni sentiero. E nessuno sa il termine,
E a chi, cercando, quell’uno ha trovato,
Appare muto, e con le mani inermi.

Povertà di Klaus Kinski

Tag

, ,

Avviluppate in stracci pungenti
che ghiacciano durante il cammino,
esse reggono il ferro grezzo
d’una collera invisibile.

Come un cervello
bastonato dal seno indurito
un grembo gonfia,
torna ad essere ripudiato.

E dell’ impetuosa falda dei bambini
non tutta verrà alla luce,
perché caro il prezzo
di possedere un volto.

Verso il fondo della caverna
il sangue urla per la vita,
da un grumo di resti mortali
grondano lacrime le mani.

Le ragazze del mondo borghese di Antonio Delfini

Tag

, , ,

Le ragazze del mondo borghese
si danno col sangue dell’ova rapprese.
È la gran moda democristiana:
restare vergine e far la puttana.
Oppure dar la patacca col puro cipiglio:
se ricca è la bimba-restar senza figlio.
Non è questa educazione radicale:
è l’avvertenza di un buon cardinale.
Votate, votate, votate
votate nel vaso
ma con la mano lo scudo crociato
segnate per caso

Roma, 4 ottobre 1960.

Appartamenti e motociclisti di Umberto Fiori

Tag

, , ,

Li ho visti, schizzare via
a testa bassa
in tutte le direzioni
come piccioni sul prato
se arriva un cane;
li ho visti i motociclisti
cambiare strada, sparire lontano,
disturbati da tutta questa quiete
che viene da casa mia.

Vorrei chiamarli indietro
-se mi ascoltassero-:
fare la pace, darci la mano;
montare in sella insieme a loro
e accelerare, sentire i motori
tirati al massimo
riempire il silenzio del mondo,
che ci rimanga solo il rombo
dei gusti
e delle preferenze.

Gioielli Rubati 12: Vicente Vives – Giovanni Luca Asmundo – Bruno Lugano – Kurt Adler (trad. Anna Maria Curci) – Cipriano Gentilino – Luca “Yoki” Parenti – Marilena Monti – Iole Toini.

almerighi

QUESTO POST E’ DEDICATO ALLA MEMORIA DEL POETA BRUNO LUGANO

NON CREDO PIU’ NEGLI UCCELLI

Fa ancora male
la bocca di chiamarti senza sosta.
Sei diventata quell’odore
quello che non scompare dal mio naso.
Eravamo amici
come sono il bambino e il giocattolo,
amici di bolle,
di tragiche bolle di polvere
che esplodono come uomini.
Non ho mai voluto scoprire
di cosa hanno saputo le tue notti di assenze?
Non mi sono preoccupato di quale colore
Era il limbo dei tuoi occhi tristi,
né il modo delicato di spazzolare le foglie
cosa hai scritto

Non voglio più ripeterti
l’assurdità che l’oblio è fatto senza di te,
né il dolore che provo quando lecco
le ferite che ancora vorrebbero guarire.
Il peggio non è la morte di tutte le poesie
in questo giorno di luna sorda e muta,
ma la sconfitta dei poeti.
Non nasceranno mai per piangere.
Affondo l’oscurità dell’inno…

View original post 959 altre parole

Una volta di Sergio Solmi

Tag

, ,

Eravamo
sulla collina di Bergamo, dentro
l’erba alta, io te i bimbi. Volgeva
su noi, tra pioggia e schiarita, la vaga
ruota dei raggi annerati: per l’aria
tremola si sfaceva
il paesaggio in delizia.

Eravamo alla punta della vita
(quella che più non torna, più non torna),
attraversati di luce, sospesi
in un mondo esitante, ombre gentili
assunte in un deliquescente eliso.

(1956)

GUERRA di Klaus Kinski

Tag

, ,

Iodio, schiuma fenolica, sangue giallastro-
un carico di tonnellate di pus,
di baldracche insufflate come damigiane-
di pustole materne squarciate-
e chiusa nei vasi corazzati l’umana razza-
vermiforme galleggiare, con Cristo
abbruttito che disconosce la sua collera——-

un’umida selva come arroventata
minaccia i bambini, induriti e vecchi,
ficcati dentro a trincee di fuoco-
corvi consumati dalla diarrea cacano
sulla statua gessosa il marcio distintivo,
l’inutile mostrina dei soldati——

Chi è povero è sempre piú povero di Attila Jozsef

Tag

, , , ,

Se Dio fosse amanuense,
pronto a scriver notte e giorno,
ciò che il povero sopporta
non riuscirebbe mai ad annotarlo.

Chi è in miseria, è la miseria;
dà all’inverno il proprio freddo,
dà all’estate il suo calore,
la sua vuota allegria la dà al deserto.

AI lavoro è tutti i giorni.
II suo sabato lo stroncano
i pensieri. Cambia umore
la festa? Ma già arriva il lunedí!

Eppur porta in sé colombi
dalle penne di alta luce,
che, alla fine, resi grifi
ai corvi detteranno giuste leggi.

Un giorno di Attila Jozsef

Tag

, ,

Un giorno verrà a prendermi la morta
che mi dié vita, mi cullò cantando
L’amore ecco svanisce nel mio cuore,
la fedeltà si eclissa, nel silenzio
tornano i canti. Simile allo spazio
si allargherà la mente. Apparirà
l’anima cosa vana: ciò che fu
pazienza per l’esistere, l’immagine
rovesciata del mondo, dentro me
sperduta vagherà. Si sfarà il corpo
come un tessuto roso dalle tarme.
E verrà allora a prendermi la morta
che visse, che cantando mi cullò.