Gioielli Rubati 24: Maria Allo – Mimi – Chiara Marinoni – Chiara – Marco G. Maggi – Antonio Bianchetti – Felice Serino – Anna Leone.

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Senza titolo di Simone Cattaneo

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II tuo cazzo mi piace, tiramelo fuori dalla fica e
infilamelo in bocca, ti voglio fare venire
come nessuna puttanella è mai riuscita prima.
Adoro il tuo sapore acre, ti caccerò un dito nel culo
per farti omaggio della mia virtù.
Che scopata amico mio, anzi come dici tu, compare mio.
Vorrei che quel vaso giallo adagiato sul mio balcone
servisse di più che a ricordarmi un pene puzzolente.
In fondo me lo hai regalato. Allora non sapevo che eri soltanto
uno sporco ricchione, un cazzo marcio invertito,
un topo in gola che trasmette la rogna.

Poesia senza titolo di Andrea Zanzotto

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*

Per il mite dicembre ove l’erba
immune ridonda
offerta ultima sui vecchi balconi,
acque gentili a stimolare i tardi
campi, sussurro fervido di venti
felicemente giunti.
È dunque il fausto
il pingue inizio,
sparisce la devastazione?
Deviante per selve raggio ignaro,
per cristalline sedi, angoli angelici,
intirizziti
intirizziti amori?
……………………………………
Non adulti i dolori?

Citazione

Gioielli Rubati 23: Gabriele Romano – Irene Rapelli – Daniela Cerrato – Annalisa Rodeghiero – Roberta Lipparini – Felice Serino – Gary J – Anna Maria Curci. — almerighi

la mia agenda La mia agenda è verde è azzurra è come il mare viola i colori l’accento del dubbio non è l’apice . . . di Gabriele Romano, qui: la mia agenda * So destare gioielli melodiosi dalle nebbie in cui in vita trascoloro e da lune di miele i cieli ansiosi e far […]

via Gioielli Rubati 23: Gabriele Romano – Irene Rapelli – Daniela Cerrato – Annalisa Rodeghiero – Roberta Lipparini – Felice Serino – Gary J – Anna Maria Curci. — almerighi

Poesia senza titolo di Andrea Italiano

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Laura è un pugile
sta sul ring come una farfalla
sembra che i colpi non le arrivino
non le facciano male
ma non è così
e giorni ci sono che passa al martello
ti stringe alle corde
ti lascia di stucco
“cappello” ti fa dire
Laura ci sa fare
arrossisce lieve per uno sguardo
per una carezza sulla mano
ma credimi quando ti dico
che la felicità non è sempre facile
che spesso la vita è un prestito a usura
e per questo il tuo treno destro
usalo spesso più spesso
schiantaci
ma Laura lei non è un fiore
lei è un augurio.

I ratti di Georg Trakl

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Nel cortile splende bianca la luna autunnale.
Dall’orlo del tetto cadono fantastiche ombre.
Silenzio dimora in vuote finestre;
ed ecco affiorano sommessi i ratti

e guizzan fischiando in qua e in là
e un orrido fiato emana
dietro a loro dalla latrina,
in cui vibra spettrale un raggio di luna.

E litigano per avidità come folli
e riempiono casa e fienili,
quelli colmi di frutta e frumento.
Gelidi venti gemono nell’oscurità.

Gioielli Rubati 22: Cipriano Gentilino – Mauro Contini – Erospea – maxcalasi – Rosario “sarino” Bocchino – Giuseppe La Mura – Lorenzo – Massimo Botturi.

almerighi

questo numero e’ dedicato a tutti quanti sanno fare poesia su un cellulare, un margine di giornale, un biglietto ferroviario, un palmo della mano, un niente che poi si dimentica. Perché la poesia non ha bisogno d’altro: e all’affettuosa memoria di Costanza Pocechini

encantado

sogno il ragno rosso
baciare l’ape
nei fili esili,
la formica distratta
che porta molliche
ai passeri
arrossire pudica
per un pettirosso,
sogno vertigine
di pesci rossi
abbracciare
a palpebre umide
le mie anime folli
sempre evase,
e sogno ancora,
encantado.

Ⓒ Cipriano Gentilino, qui:
https://ciprianogentilinonuccio.wordpress.com/2019/01/15/encantado/

*

UN APPUNTAMENTO DI MEMORIA

Nella strada che si celava
dietro i suoi tornanti,
nella meta diffusa nell’immaginazione
ti incontrai un giorno,
fu un appuntamento di memoria
e non lo sapevamo,
la luce che ambiva
alla coincidenza con lo sguardo
nel folto dell’oscuro interrotto
da venti sfuggiti alla bufera,

-viandanti affini non ci sono più,
né le loro ore resistenti…

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La casa dietro questa di Raymond Carver

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II pomeriggio era già di un buio innaturale.
Quando la vecchia apparve nel campo,
sotto la pioggia, trasportando una briglia.
Imboccò la strada di casa.
La casa dietro questa. In qualche modo
lei sapeva che Antonio Ríos era entrato nell’ora
del suo ultimo combattimento.
In qualche modo, non chiedetemi come, lei sapeva.

Con lui c’erano il dottore e qualche altra persona.
Ma non c’era niente da fare. E così
la vecchia portò la briglia in camera,
e l’appese al piede del letto.
II letto dove lui si contorceva e giaceva moribondo.
Lei si allontanò senza una parola.
Questa donna che una volta era stata giovane e bellissima.
Quando Antonio era giovane e bellissimo.

Il paese dei giovani di Al Purdy

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A.Y. Jackson per esempio
83 anni
a metà strada su per una montagna
ritto su un fazzoletto di neve
a dipingere un quadro che dice
“Guarda qui
Non hai mai visto questo paese
non è come pensavi che fosse
Guarda ancora”.
E sbronzi mercanti
persi nel sogno del denaro
ciurme di nostalgici marinai
ormeggiati a una visione della Cina
a caccia del Passaggio a Nord-Ovest
neanche loro videro
I colori intendo
perché non sono brillanti Gauguin
né sfolgoranti Vincent
e neanche i “Cacciatori nella neve” di Brueghel
dove ci si può perdere
ed essere ritrovati in cinque minuti
-ma la matrice originale del colore
che al battito del cuore d’un gigante
illuminò le foreste d’aceri
nel paese a sud
Bisogna inchinarsi un poco
piegarsi e poi guardare in su
-spento arancio sul volto d’una rupe
che indica giacimenti di ferro
foglie olivastre del salice nano
con grigio-argentei amenti
fanalini di fiori di campo
blu marino come l’occhio del mondo-
E non si può cercare altro
denaro o un letto per una notte sulla terra
magari un guado verso la morte
altrimenti non si troverà mai il luogo
ascolta la voce di un vecchio,
nel paese dei giovani
che dice
“Guarda qui-”
Pangnirtung

Poesia senza titolo di Dan Fante

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Oggi
mia nipote
ha telefonato
ed è sbarcata
a L.A.
tutt’ansimante
dieci giorni prima del suo diciottesimo compleanno

Suo padre, mio fratello Nick
da ormai tre anni sta sottoterra a nutrire i vermi
dopo essere stato fidanzato per tutta la vita
con la sua bottiglia di Beefeater

La ragazza vuole vedere la spiaggia di Venice
mettere alla prova i suoi ormoni
sulle piste da ballo locali
visitare gli studi di tatuaggi
guardare tutti quegli ombelichi abbronzati
trafitti dai piercing
e sfoggiare la sua lunga chioma rossa sulle spiagge
interminabili della California

ah, avere diciott’anni
sotto il cielo blu di luglio

Per quanto mi riguarda
preferirei
infilare una cannuccia
in una bottiglia da un quarto di antigelo
& ricongiungermi
a suo padre
in camicia di forza nel reparto svitati dell’aldilà
piuttosto
che
avere
di nuovo
la sua età

Gioielli Rubati 21: Nadia Alberici – Giovanna Sicari – Italo Bonassi – the50yearoldpoet – Gjoko Zdraveski – Vicente Vives – Luca “Yok” Parenti – Loredana Semantica.

almerighi

SCARPE SPAIATE

Alberi davanti alla finestra
Madison Ave 96
portata qui, proprio qui
mi chiedo
mi chiedo io che …
refrattaria eppure
Il portinaio cappotto lungo e cappello
tettoia verde all’ingresso
come nei film
e una punta d’imbarazzo
l’assenza del me che sono
invisibile fenditura
nella mia piazza i comizi le bandiere
l’Unità
Di rosso qui i fanali prima dell’alba
api operaie immagino
faticoso stare a galla qui
mi chiedo io che … il lusso
tradisco? Scivolo attraverso
non è di me
che ti devo dire papà?
Ho le scarpe spaiate.

(3-1-19) di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2019/01/09/scarpe-spaiate/

*

(Gesù proteggimi dalla distrazione)

Gesù proteggimi dalla distrazione
dagli occhi ormai tracciati col piccone
dai corpi picconati
dai corpi scavati nella roccia
e la figura cade gonfia nella materia grezza.
Proteggimi dal nero metallico
dei rami e delle trame
proteggimi, come oggi
che la Tiburtina non ha macchie
e risplende di rari…

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44 di Luigi Di Ruscio

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camminavamo in quel cimitero dove Ibsen ha una
bellissima pietra addosso
il cimitero pieno di banchieri armatori esportatori di ghiaccio
artisti bellissimi con bellissima erba alonata
io penso che per questa bella erba alonata
mia moglie dovrebbe essere felice
invece sta ad urlarmi che io nelle passeggiate domenicali
la porto nei posti più luridi
si voltano le teste a guardarci
svolazzano quattro piccioni tra le tombe
gli animali più luridi sono quelli che stanno più vicini agli uomini
(questa è lirica urlata di mia moglie)
si rivoltano le teste a guardarci
infine per far ridere mia moglie dico indicando le tombe
vermi feroci sbranatevi in pace
e questa volta mia moglie si mette a ridere
però si rivoltano ancora una volta le teste a guardarci
io penso che mia moglie sia l’ultima
e si ritrovi in questa sua patria completamente spatriata ed estranea
e che si sia potuta sposare solo con uno come me
completamente spatriato ed estraneo a tutto
come se solo questa spatriazione ed e straniazione
sia l’unica terra possibile
questo presente è il cimitero del nostro futuro
questa gente sono i becchini del nostro futuro
mi volto di scatto a guardarli
camminavamo con una gioia
finita o non finita tra quelle strade e case
siamo usciti da quel cimitero
ed entriamo nel cimitero del nostro futuro
siamo caduti nel posto più lurido
nessuno ha più voglia di guardarsi
camminavamo con tutta la nostra gioia
quest’ultima gioia godiamocela
immagino anche il funerale di Feltrinelli
penso alla scritta borghesi
<riposate in pace senza tante stronzate marmoree>
(dondolano le teste)
stanno comprando a pezzi il nostro futuro (ridondolano le teste)
camminavano in questo cimitero del nostro futuro
stanno dondolando le teste
e non si sa neppure se esistono
se sto camminando in questo cimitero del nostro futuro
non c’è che da scrivere l’ultima pietra tombale
e non si sa neppure se ci sarà qualcuno che potrà leggerla
siamo caduti nel posto più lurido
e forse neppure esiste

Il malore attivo di Alessandro Assiri

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Pietro a letto con la febbre o in piazza con le bombe
a non sapere chi era l’uomo con la borsa, il taxi, la mancia, la corsa
l’acqua al mulino, la finestra poi pino
il rumore dei baci e dei pianeti in scorpione
e stare in silenzio che è già meglio di niente
verificare le note rintracciare la fonte
per competenza si cambia procura
è questa ironia che fa figli insicuri.