POESIA SENZA TITOLO DI CARLO BETOCCHI

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Il cuore a volte è un grumo secco, a volte
si scioglie ed inerbisce come zolla
dopo l’inverno: grazia o fortuna,
o sia virtù, il cielo è uguale per tutti;
tutti vi abbiamo un seme che butta
o non butta, a seconda della dolce
pazienza con cui si attende: o furia
con cui si vuole. Non si sa dove siano
i limiti del fausto o dell’infausto,
del vero o del falso, del giusto
o dell’ingiusto; dell’infinitamente
innocente: seppure esistano li vigila
una grazia sacrosanta. Stamani, così
verzicando, sono stato sorpreso
da questi pensieri. Mi sono riparato
dal vento in un portone, a scriverli
su un lembo di giornale.

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POESIA DI PIERO BIGONGIARI

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DICHIARAZIONE D’AMORE di Piero Bigongiari

Tra la spuma e il gabbiano
si dan la mano il gorgo e l’occhio fisso
ma io che ti scorgo nell’abbraccio inattendibile del vortice
sono il gorgo o ti guardo, sono il punto
o il cerchio che si apre inappuntabile, o mio après
le déluge, sono in alto o in basso,
sono lo smalto azzurro o lo smaltato
invisibile in cui solo tu
mi vedi quando appoggi
la punta della tua trottola in questa
parola che non va a fondo perché è il fondo…

Il tuo fremito è tutto il suo credito
né potrò mai riscuoterti che in un volo.
Come le macchie percorrono la superficie del fuoco solare,
o amata dal mio lare, non so fermarti che in un’ombra che scotta.

da NEL DELTA DEL POEMA

POESIA DI PIERO BIGONGIARI

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LE GÁIOLE di Piero Bigongiari (a Donatella Curcio)

Le gàiole sgattaiolano tra
ombra e luce, che felicità, che
strana felicità, profonda o alta
nell’onda che se ne va, e non ha sponda
altra che nella luce: inonda a sciabica
la stessa irrealtà, che è sempre strabica.

Chi lo coglie il coriandolo lucente,
vita dell’ente che è e che non sa
d’essere dove va: trema, è il suo moto,
guizza, ma non è mio né tuo il suo modo
di spostare nel nulla l’entità.

La sua scaglia, e la tua pronuncia arcana:
arco che scaglia, o cerbottana, l’ombra
dell’essere lontana: argentea va
dove sa di non essere più un’ombra
che brama. La gàiola, la fama, la beltà?

L’innocenza, ricordati, è una trama
da sbrogliare in segreto: se ne va
se resta districata questa luce
a ondeggiare ionia sul tuo greto.

da NEL DELTA DEL POEMA

Poesia di Piero Bigongiari

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ARROSSISCO PER TE

Arrossisco per te, mio orizzonte.
Le fronde del desiderio – è autunno –
arrossite attendono che l’ultima
migrazione le riporti alla terra.
Arrossisco senza pudore: erra
la vita dentro il suo amore deserto
come in una stanza vuota. Eppure
là in un angolo piange rannicchiato
su di sé un fanciullo: ciò che è stato
è ancora un suo sogno. Non svegliarlo,
silenzio, col tuo altissimo gridare,
non toccarlo, i suoi occhi di mare
mareggiano ancora impetuosi
e si frangono in spume iridescenti
sulle scogliere della Meloria dove
i venti non sanno, indiscreti, tacere.

Poesia di Libero de Libero

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L di Libero de Libero

Goduta la notte
come un vino negato,
è deserto il mio banchetto,
arde il fuoco onde nasce
il grande arazzo degli occhi.
Carezzato da frutti
il ricordo ti onora
e si spalanca il passato,
altro convito allora e quanti
letti trafugati alle lune.
Ora tra bicchieri vuoti
piego la testa al rimorso
e una lampada mi ripudia e il sole.

Poesia di Piero Bigongiari

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LA TUA BELLEZZA, TERRA

La tua bellezza, terra, mi avvelena,
la tua impossibilità mi fa possibile.
Se una vena si gonfia sulla fronte,
una carezza la fa scomparire.
È la tua brezza, tra le erbe sceglie
la mia mano per guardarsi alle spalle
mentre raccoglie l’ultima tua primula.

Questo, non altro, credo sia il rapporto
tra la tua essenza e il mio poco esistere,
finché nel gioco non s’insinui scaltro
il pensiero che sia la tua esistenza
a nutrire, cercandola, la mia
nascosta essenza. Tu ed io. Chi è l’altro?
Tu e Dio. Chi, o che cosa, è l’io?

Poesia di Simone Cattaneo

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Poesia senza titolo di Simone Cattaneo da Peace & Love

A fine agosto il tuono morde i lampi prima che piova e
il cielo sembra sempre avere bisogno di un’autopsia,
cammino sulla strada crivellata di buche come fosse
un costoso tappeto cinese, la neve gialla è ancora lontana,
la luce pare un caleidoscopio difettoso ed io vado
dove i ragazzi hanno denti d’oro larghi come gonne a fiori
nessuno mi potrà più servire da bere vino tagliato con il solfato di rame
Ormai è un furto ogni prospettiva di fuga.

“Fuga” di Vincenzo Cardarelli

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Brevi sono le forme
che il caos inquieto produce.
La vita è fiamma vinta.
Ogni cosa è costretta
in uno spazio imperioso.
Ascese immani s’appuntano
al vertice di un’ora
per ricadere dolorosamente
in una perduta impotenza.
Se poi ci si rialzerà,
non è certo.
A volte il destino divaga.
Attese di anni non bastano
a dar tempo di giungere a un momento.
E noi stringiamo la grazia
come una mano che si ritira.

Poesia di Michelangelo

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Non altrimenti contro a sé cammina
ch’i’ mi facci alla morte,
chi è da giusta corte
tirato là dove l’alma il cor lassa;
tal m’è morte vicina,
salvo più lento el mie resto trapassa.
Né per questo mi lassa
Amor viver un’ora
fra duo perigli, ond’io mi dormo e veglio;
la speme umile e bassa
nell’un forte m’acora,
e l’altro parte m’arde, stanco e veglio.
Né so il men danno o ‘l meglio:
ma pur più temo, Amor, che co’ tuo sguardi
più presto ancide quante vien più tardi.

Due poesie di Libero de Libero

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il tuo coraggio vestito a nuovo
ti regali virgole all’erta
ti fai bello per un verso a passo
volante e getti un’ombra negli
occhi altrui ingoiando domande
e tu volevi mettermi in versi scelti
a vergogna delle guance e danni
a ritratto il tuo specchio rotto.
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Sonetto
(a Baba)

L’estate non finirà,
vivrà nella vite rugginosa,
nell’amaranto che me saluta,
nella collina che tu cercavi.
Io dico che l’estate durerà
nella nuvola fatua dei tuoi occhi,
nell’azzurra vacanza del mio giorno:
io dico che l’estate è superba
della tua bionda chioma,
quella sua dolce piega è un mio pensiero.
A tua lode mi fa carezze un’aria
e quanto da te colsi è stato un furto,
ma la spiga ormai secca che tu sei
della mia estate è una bella bugia.