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Introduzione

Questo libro è venuto sviluppandosi da tre linee di pensiero.

Quando mi avvicinai per la prima volta alla sessuologia nei pri-

mi anni Settanta, mi parve che la maggior necessità fosse l’inse-

gnamento del comportamento sessuale secondo una prospetti-

va etologica, e a questo scopo scrissi il manuale Nocturnal Penile

Emissions Among P.R.I. Senators (1972). Un errore madornale.

Due giorni dopo, infatti, il prof. Laszlo Schmendrick di Toronto

pubblicava un saggio fondamentale sul rapporto fra fellatio su-

bacquea ed embolia, che di colpo rendeva ridicola ogni tesi con-

tenuta nel mio lavoro. Non mi restava che toglierne rapidamen-

te dalla circolazione tutte le copie reperibili e scriverne un altro.

Così è nato Tabloid.

L’organizzazione di questo libro è, come la vita stessa, piuttosto

casuale. Se non riuscirete a trovare un particolare argomento

dove pensavate che potesse essere, avrò raggiunto il mio scopo.

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Quanto dura un orgasmo?

Chi può dirlo? Non c’è una regola. Si va da frazioni di se-

condo misurabili solo dagli oscilloscopi al cesio del Cern

di Ginevra, a tempi più lunghi, anche se inferiori alla du-

rata dell’era quaternaria. Ricordo Sibilla Aleramo, una co-

munista anorgasmica che io guarii con una tecnica chia-

mata «la farfalla di Venere». L’ho portata all’orgasmo nel

1978. L’orgasmo non è ancora terminato.

Caro dott. Luttazzi, il progresso medico consente og-

gi ai chirurghi di trapiantare qualsiasi organo. Per-

ché allora non vengono eseguiti trapianti di pene?

Pochi donatori.

Caro dott. Luttazzi, se durante una fellatio il pene

mio ragazzo mi resta incastrato fra i denti, pos-

so usare uno stuzzicadenti?

Non davanti a tutti.

Caro dott. Luttazzi, masturbarsi è normale?

Sì, se poi ci si sente in colpa. Masturbarsi è un’attività fi-

siologica, ogni paura è ingiustificata. Per esempio la dott.

Désirée Mandingo nel suo libro di tecniche sessuali intito-

lato Aprire, prego ha scoperto un dato inquietante: per

quanto concerne la masturbazione, molte donne la prefe-

riscono addirittura al mal di testa. Per il resto si tratta di

leggende metropolitane. Per esempio non è vero che ma-

sturbarsi fa diventare ciechi, non è vero che ti fa crescere i

peli sulle mani, e non è vero che dopo alcune strofinate

esce il genio della lampada a soddisfare tre desideri. La

realtà è che lo fanno tutti, fin dalla più tenera età. E nei

modi più diversi. I miei compagni di scuola alle ementa-

ri si masturbavano eccitandosi con le riviste per soli uo-

mini dei loro papà. Anch’io lo facevo. Solo che mio padre

era abbonato a «Meccanico Popolare».

Caro dott. Luttazzi, ho 18 anni e mi masturbo guar-

dando i cartoni animati dell’orso Yoghi. Mi eccita il

rapporto sadomaso fra Torso Yoghi e il ranger

Smith. È lo stesso tipo di rapporto che c’è fra i miei

genitori. Il ranger Smith è mio padre, l’orso Yoghi

mia madre. Sono grave?

No. Sei Bubu.

Caro dott. Luttazzi, sono sposata da 20 anni e non

so ancora se amo mio marito.

Il matrimonio fa di questi scherzi. Spesso l’amore

per il coniuge non è che una variante della sindrome di Stoccol-

ma: l’amore per il proprio carceriere.

Caro dott. Luttazzi, sono stato partorito da 4 gemelle.

Non è meravigliosa, la Natura?

Caro dott. Luttazzi, se dopo aver eiaculato provo ad

urinare, non esce nulla. Sforzarsi non serve: ci rie-

sco solo dopo uno-due minuti. Come mai?

E’ semplice: non lo so. Ma ho una mia teoria. Ha presente

la lavatrice? Quando finisce la centrifuga, non si riesce

ad aprire il portellone che dopo un minuto. Il meccani-

smo penso sia lo stesso. Dev’essere qualcosa di elettro-

magnetico.

Caro dott. Luttazzi, fare sesso può causare il cancro?

Sì, se usate preservativi di asbesto.

Caro dott. Luttazzi, cos’è lo smegma?

Lo smegma è una sostanza biancastra di natura caseosa

che venne scoperta all’inizio degli anni Cinquanta dalla

dott. Susan Koibito dell’università di Osaka. Un giorno la

dottoressa si chiese: «Cosa succede se prendo un dipen-

dente della SIP e non gli faccio lavare i genitali per un an-

no?». Eseguendo gli opportuni esperimenti, la dott. Koibi-

to scoprì due cose: la prima, che l’uomo veniva subito

promosso a capoufficio.

E la seconda?

Che, dopo un anno, fra il prepuzio e il glande dell’uomo si

erano accumulati 8 kg della sostanza biancastra, che la dott.

Koibito chiamò «smegma» perché quello era il nome della

sostanza. Ma a questo punto intervenne la serendipità.

Caro dott. Luttazzi, siamo onesti: un ottantenne

non vuole una ottantenne come me. Vuole una don-

na più giovane, per esempio una provocante ses-

santenne. Cosa posso fare?

No, no, no. Diciamo le cose come stanno: buona parte de-

gli ottantenni desidera una donna della propria età o an-

che più vecchia (se non è già morta, e a volte proprio per

questo). Non devi cercare di imitare una donna più giova-

ne. Al contrario: dài il meglio di quello che sei. A nessuno

piace decomporsi: l’età però porta saggezza. Quando arri-

vi a 80 anni non puoi aspettarti molto dalla vita, a parte

scivolare nella vasca e romperti un’anca. Sii te stessa. Fre-

quenta nuove amicizie. Masturbati. Dài la caccia agli uo-

mini che più ti interessano. Ricorda che niente è così sexy

come una donna che si sente sexy. Ma per carità togliti

quella minigonna: sei ridicola.

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DANIELE LUTTAZZI DA SESSO CON LUTTAZZI – ARNOLDO MONDADORI EDITORE, 2000

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