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Io arrivai in una piazza
colma di una cosa sovrana,
una bellissima fontana
e intorno un’allegria pazza.

Stava tra verdi aiole;
per viali di ghiaie fini
giocondavano bei bambini
e donne sedute al sole.

Verde il labbro di pietra
e il ridente labbro dell’acqua
fermo sulla riviera stracca,
in puro cielo s’invetra.

Tutto il resto è una bruna
ombra, sotto le loggie invase
dal cielo rosso, l’alte case
sui tetti attendon la luna.

Ivi sembrava l’uomo
come una cosa troppo oscura,
di cui i bambini hanno paura,
belli gli chiedon perdono.

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