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LE GÁIOLE di Piero Bigongiari (a Donatella Curcio)

Le gàiole sgattaiolano tra
ombra e luce, che felicità, che
strana felicità, profonda o alta
nell’onda che se ne va, e non ha sponda
altra che nella luce: inonda a sciabica
la stessa irrealtà, che è sempre strabica.

Chi lo coglie il coriandolo lucente,
vita dell’ente che è e che non sa
d’essere dove va: trema, è il suo moto,
guizza, ma non è mio né tuo il suo modo
di spostare nel nulla l’entità.

La sua scaglia, e la tua pronuncia arcana:
arco che scaglia, o cerbottana, l’ombra
dell’essere lontana: argentea va
dove sa di non essere più un’ombra
che brama. La gàiola, la fama, la beltà?

L’innocenza, ricordati, è una trama
da sbrogliare in segreto: se ne va
se resta districata questa luce
a ondeggiare ionia sul tuo greto.

da NEL DELTA DEL POEMA

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